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Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare  emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose.Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione. Nelson Mandela

JUDO ADATTATO ALLA DISABILITA’

Il judo viene utilizzato non solo come sport ma  soprattutto come metodo educativo, consente all’individuo di migliorare le qualità fisiche, di potenziare gli aspetti cognitivi e psichici e di sviluppare relazioni. Il judo Paralimpico è l’unica arte marziale presente ai giochi paralimpici, rivolto ad atleti con disabilità visive (ipovisione, cecità).E’ particolarmente indicato per ragazzi problematici e caratterialmente “difficili”, può essere praticato da persone con disabilità motoria sia intellettiva.

Attraverso il movimento i soggetti disabili migliorano la resistenza, la loro velocità, la forza e soprattutto incrementano abilità spaziotemporali fino al raggiungimento di un ottimo livello di autonomia.

Le finalità in ambito educativo sono: lo sviluppo delle autonomie, il rafforzamento dell’autostima e della fiducia in se stessi, educazione a un comportamento corretto e leale, apprendimento di tempo e ritmo, l’integrazione.L’adattamento del judo alla disabilità può essere inserito a livello psicomotorio affinchè i soggetti che non possono scegliere autonomamente di praticare attività fisica, reagiscono diventando attivi, dimostrando soddisfazione.Il  judo può rappresentare l’unico ambito dove sentirsi realizzati e soddifatti,  scaricare la tensione e l’aggressività in modo consentito.Il traguardo da raggiungere attraverso questa esperienza è l’apprendere progressivamente il prendersi cura di se, vestirsi, ricordare i giorni degli allenamenti, rispondere ai comandi dei maestri con i movimenti richiesti.

Il tutto ovviamente deve essere svolto attraverso la stretta collaborazione di educatori, psicologi, Tecnici Federali, istruttori, monitorizzando di volta in volta i progressi acquisiti.Logo SDP

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